ACI porta il turismo motoristico alla BIT 2026: passione, storia e cultura su quattro ruote

ACI porta il turismo motoristico alla BIT 2026: passione, storia e cultura su quattro ruote

L’Automobile Club d’Italia e ACI Storico saranno tra i protagonisti dell’edizione 2026 della Borsa Internazionale del Turismo, l’appuntamento milanese.

L’Automobile Club d’Italia e ACI Storico saranno tra i protagonisti dell’edizione 2026 della Borsa Internazionale del Turismo, l’appuntamento milanese dedicato alle eccellenze del settore e alle nuove forme di promozione territoriale. L’obiettivo della presenza ACI è chiaro: valorizzare il turismo legato al motorismo storico e al patrimonio automobilistico italiano, un segmento che unisce cultura, innovazione e un importante indotto economico per il Paese.

L’evento, che si svolge fino a giovedì 12 febbraio presso la Fiera di Milano (Rho), offre ai visitatori dello stand dell’Automobile Club d’Italia una serie di attività dedicate alla riscoperta delle radici del motorismo nazionale. Nello stand ACI è possibile ammirare nove modellini esclusivi ed iconici di auto in scala, provenienti dalla Biblioteca dell’ACI di Roma, che custodisce oltre 800.000 pagine digitalizzate e più di 5.000 volumi. Tra i modelli esposti spiccano Fiat 124 Sport Spider 1400 del 1967, 500L Open Roof del 1968, 500 Giardiniera del 1960 e 600 Berlina del 1963, affiancate da leggendarie Alfa Romeo come la 6C 1750 GS Zagato del 1930, la 8C 2900 B Lungo Touring del 1938, la 6C 2500 SS Villa D’Este del 1949, la 1900 Disco Volante Spider del 1952 e la 1900 Sprint del 1951. Un percorso visivo che racconta oltre settant’anni di design, tecnologia e stile made in Italy.

Grazie alla collaborazione con il MAUTO – Museo dell’Automobile di Torino, lo spazio ACI presenta inoltre un autentico gioiello della storia dell’automobile: la Fiat 12/16 HP del 1902. Progettata dall’ingegnere Giovanni Enrico con motore a quattro cilindri biblocco, fu la prima vettura della Casa torinese a montare il radiatore tipo Mégevet di forma trapezoidale, poi destinato a diventare simbolo dell’eleganza ingegneristica del marchio. L’esemplare in esposizione, costruito in appena 110 unità, vanta una carrozzeria “tonneau” in legno laminato con finitura trasparente, ispirata alle imbarcazioni di lusso dell’epoca. La sua storia è altrettanto affascinante: appartenuta in origine a Ignazio Florio, fratello di Vincenzo Florio – fondatore della celebre Targa Florio – fu ceduta al pittore Francesco Paolo Michetti in cambio di un dipinto e utilizzata dal re Vittorio Emanuele III per raggiungere l’Esposizione Regionale abruzzese del 1905. Nel 1937, il figlio di Michetti donò la vettura al Museo, dove è oggi conservata come una delle testimonianze più significative dell’auto pionieristica italiana.

La partecipazione di ACI alla BIT non è soltanto un omaggio al passato, ma anche un investimento strategico per il futuro del turismo italiano. Scopo della partecipazione di ACI alla BIT è soprattutto promuovere e comunicare il valore delle manifestazioni e degli eventi sia sportivi, sia culturali promossi e organizzati sul territorio. Tra le iniziative sostenute figurano appuntamenti di fama internazionale come la Coppa d’Oro delle Dolomiti, la Targa Florio Classica, Auto e Moto d’Epoca e Milano Auto Classica. Secondo l’Area Professionale Statistica dell’ACI, queste manifestazioni generano un indotto complessivo valutato tra i 77 e i 94 milioni di euro, confermando il ruolo centrale del motorismo storico come attrattore turistico e culturale.

Con la sua presenza alla BIT 2026, l’Automobile Club d’Italia ribadisce così la propria missione: coniugare la passione per i motori con la valorizzazione del territorio, trasformando la storia dell’automobile italiana in leva di sviluppo turistico, economico e culturale.

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