Il calcio italiano si trasforma in racconto visivo grazie a “Scatti d’Azzurro”, il nuovo progetto firmato adidas e FIGC. Un’iniziativa che celebra il profondo legame tra l’Italia e il pallone, attraverso le fotografie di sei talentuosi artisti che hanno saputo catturare la passione autentica del nostro Paese, lontano dai riflettori e dai grandi stadi.
“Scatti d’Azzurro” rappresenta un viaggio ideale dalle Alpi alle Isole, dalle città ai piccoli borghi, per raccontare il calcio come elemento identitario e culturale. Le immagini sono frutto del lavoro di Cecilia Palmeri, Francesco Freddo, Paola Massarenti, Alessandro Belussi, Giuseppe Scianna e Lorenzo Bonanni, chiamati a esplorare i luoghi della loro infanzia e delle loro comunità, immortalando la maglia azzurra come simbolo di appartenenza e memoria collettiva.
Il progetto nasce dal desiderio di rendere omaggio a un’Italia che continua a vivere il calcio come linguaggio universale di socialità e tradizione. adidas e FIGC hanno voluto mettere al centro la dimensione più umana di questo sport, quella che si gioca nei cortili, nei campi di provincia, nelle strade di quartiere. Un racconto fatto di immagini, volti e piccoli gesti che parlano di passione e di identità nazionale.
Ogni fotografo ha interpretato il tema con il proprio sguardo, evocando i luoghi e i ricordi che segnano la sua relazione con il calcio. “Le foto sono state scattate tra i patronati di Venezia e i pochi campi dove è ancora concesso giocare a pallone come una volta. Di abitanti a Venezia ne restano molto pochi, ma sono ancora capaci di ritagliarsi un piccolo spazio tra i flussi incessanti di una città sempre più affollata. E così, dopo il suono della campanella, i ragazzi si ritrovano nei campielli, trasformandoli per qualche ora in campi da gioco improvvisati”, racconta Cecilia Palmeri dal capoluogo lagunare.
Da Matera, Francesco Freddo confida: “La prima cosa che ho fatto è stata prendere la macchina fotografica e tornare a cercare i miei luoghi d’infanzia: le piazze, i campetti sgarrupati, quegli spazi imperfetti dove sono nate amicizie e dove sono stati tirati migliaia di calci a un pallone. Luoghi che non ho mai dimenticato. Con grande sorpresa, dopo anni, ho ritrovato ancora dei ragazzini che giocavano lì. Non è qualcosa di scontato oggi, in un tempo in cui si gioca sempre meno per strada”.
In Piemonte, Paola Massarenti ha ritratto i campi di Pavarolo, Chieri e Riva presso Chieri: “Questi scatti raccontano generazioni unite dalla passione per la maglia azzurra: indossandola ogni campo può diventare uno stadio”.
Dalla Val Camonica e da Brescia, Alessandro Belussi confida invece di aver voluto “dare forma al mio immaginario legato al gioco del calcio. Il gioco che inizia quando ancora non sai chi sei e che ti accompagna nella crescita, legato ai luoghi che hai vissuto. Le piazze e l’oratorio con i compagni di classe delle medie a calciare e cercare il gol più bello immaginando di essere Del Piero”.
Nel capoluogo siciliano, Giuseppe Scianna ha raccontato il calcio di strada: “Questo lavoro nasce dal seguire il calcio là dove, a Palermo, continua a esistere nella sua forma più vera: per strada. Gli scatti attraversano campi improvvisati e luoghi simbolici della città, dal murales di San Benedetto il Moro nel quartiere Ballarò al campetto dello Zen 2, dai vicoli della Vucciria al murales dedicato a Totò Schillaci”.
Infine, Lorenzo Bonanni ha fotografato Jesi, la sua città natale: “Negli scatti ho cercato di trasmettere i ricordi legati a questo posto, fotografando alcuni dei miei luoghi del cuore. Ricordo la mia adolescenza, le amicizie nate in quegli anni e i pomeriggi passati dietro a un pallone in ogni angolo della città: dai parchi davanti alle scuole medie ai campetti in ghiaia con le reti a brandelli”.
“Scatti d’Azzurro” è così un mosaico dell’Italia che vive di calcio, un racconto visivo che intreccia tradizione, appartenenza e memoria, e che mette al centro la maglia azzurra come simbolo vivo e trasversale. Con questo progetto, adidas e FIGC riaffermano il loro impegno nel valorizzare la cultura sportiva come parte integrante dell’identità italiana, restituendo in immagini la bellezza semplice e universale di un pallone che continua a unire generazioni e territori.
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