Gli Everything But The Girl sono tornati con il loro nuovo singolo “Run A Red Light”, accompagnato da un videoclip diretto da Charlie Di Placido, regista di altri importanti lavori come “Nothing Left To Lose”. Il brano, che fa parte del loro imminente album “Fuse”, è stato presentato in anteprima su BBC Radio 2 con Jo Whiley.
Il duo britannico composto da Ben Watt e Tracey Thorn ha voluto raccontare la storia di un giovane alla fine di una serata, che sognava il suo grande momento. Una trama che, come racconta Ben, nasconde la vulnerabilità sotto la spavalderia e le buone intenzioni.
Il video, invece, rappresenta una sorta di rappresentazione onirica della storia, con una coreografia che esprime le emozioni racchiuse nella musica senza essere troppo letterale. I personaggi, i vestiti, i movimenti e la regia si adattano perfettamente al racconto, dimostrando una grande collaborazione tra il regista Charlie Di Placido e il duo.
Per quanto riguarda la produzione musicale, Ben ha utilizzato una tecnologia mista per conferire carattere al pezzo. Il pianoforte è una registrazione in loop fatta con un iPhone, mentre il sintetizzatore che segue la voce è una ripresa dal vivo di un EMS VCS3 analogico, prodotto per la prima volta nel 1969. Tracey ha scelto di cantare molto vicino al microfono per aggiungere intimità, e alcune voci sono prive di interventi, altre hanno l’autotune. Il risultato finale è una musica che sembra evaporare, come se si adattasse perfettamente alla storia raccontata dal duo.
“Fuse”, il nuovo album degli Everything But The Girl, uscirà il prossimo 21 aprile e rappresenta una rivisitazione moderna della loro anima elettronica, di cui la band è stata pioniera a metà degli anni Novanta. La voce di Thorn, ricca di effetti e sfumature, è ancora una volta in primo piano nello scintillante paesaggio di Watt, fatto di bassi, beat taglienti, synth e di spazi vuoti. Il risultato è il suono di una band contemporanea, ma senza età.
La coppia ha registrato in segreto a casa e in un piccolo studio sul fiume fuori Bath con l’amico e ingegnere Bruno Ellingham. Il nome dell’artista sui file dell’album era semplicemente TREN (Tracey e Ben), e le prime registrazioni si concentravano su montaggi di suoni ambientali e loop improvvisati di pianoforte registrati da Ben sul suo iPhone a casa durante l’isolamento forzato dalla pandemia. Idee che, in seguito, sono sbocciate in brani d’atmosfera come “When You Mess Up” e “Interior Space”.
