La sovranità digitale europea passa dai router: fiducia nei prodotti “Made in Europe”

La sovranità digitale europea passa dai router: fiducia nei prodotti “Made in Europe”

Il concetto di sovranità digitale europea si rafforza partendo dall’infrastruttura più vicina alla vita quotidiana di cittadini e imprese: il router.

Il concetto di sovranità digitale europea si rafforza partendo dall’infrastruttura più vicina alla vita quotidiana di cittadini e imprese: il router. Spesso percepito come un semplice accesso alla rete, il router rappresenta in realtà il punto in cui la rete globale entra nelle case, negli uffici e nelle attività lavorative. Qui transitano dati sensibili come transazioni bancarie, documenti fiscali e informazioni aziendali riservate, rendendo questi dispositivi un tassello fondamentale per la sicurezza e l’autonomia digitale del continente.

Il recente Summit on European Digital Sovereignity, tenutosi lo scorso 18 novembre a Berlino, ha rilanciato il tema dell’indipendenza tecnologica dell’Europa, sottolineando che la vera sovranità non può limitarsi al cloud o all’intelligenza artificiale, ma deve includere anche il controllo dell’hardware e del software che gestiscono i flussi di dati. La sicurezza delle infrastrutture digitali è infatti cruciale per difendere cittadini e imprese da leggi extraterritoriali e minacce cyber, garantendo che le tecnologie chiave restino sotto controllo europeo.

Secondo una ricerca di YouGov condotta nell’agosto 2025 su un campione di oltre 5.200 persone in Italia, Regno Unito, Austria, Svizzera e Paesi Bassi, il 90% degli intervistati dichiara di avere fiducia nei prodotti “Made in Europe”. Gli elevati standard di sicurezza, le normative rigorose e la qualità dei processi produttivi vengono percepiti come garanzia di affidabilità. In questo contesto, i produttori europei di router rappresentano un elemento centrale nella costruzione di una reale sovranità digitale continentale.

“La sicurezza dei router è strettamente legata alla nostra sovranità digitale qui in Europa. Una quantità crescente di dati sensibili – dalle operazioni di home banking alle dichiarazioni dei redditi – viene trasmessa attraverso la nostra rete domestica. I router compromessi rappresentano quindi una minaccia immensa, poiché possono essere utilizzati come armi per attacchi informatici e il traffico dannoso è difficilmente distinguibile da quello legittimo”, afferma Jan Oetjen, CEO di FRITZ!. “Per questo motivo dobbiamo mantenere in Europa il controllo di questa tecnologia chiave – il router – e investire in sistemi di sicurezza solidi. Come è accaduto nel settore del 5G, dobbiamo assicurarci che i nostri router siano sicuri e restino in mani europee, per proteggere la nostra libertà digitale.”

Il paradigma “Innovation Made in Europe” costituisce l’essenza della strategia di FRITZ!, marchio che da oltre trent’anni sviluppa e produce in Europa soluzioni per la connettività domestica e aziendale. L’azienda, che dal 1986 realizza tutti i propri prodotti nella sede di Berlino, nel 2024 ha raggiunto un fatturato di 630 milioni di euro e impiega circa 900 persone, ribadendo la propria responsabilità nel garantire prodotti di qualità, sicuri e aggiornati.

I dati raccolti da YouGov offrono anche un’istantanea interessante sul mercato italiano. Il 62% degli italiani utilizza oggi una connessione in fibra ottica, mentre il 18% si affida ancora alla DSL e il 7% alla rete mobile. Tra chi non dispone ancora della fibra, il 33% dichiara che il servizio è già disponibile nella propria zona e un ulteriore 20% prevede di accedervi a breve. La tendenza generale evidenzia una forte propensione degli utenti a scegliere la migliore tecnologia disponibile.

Molti consumatori, circa l’80%, si affidano al modem-router fornito in bundle dagli operatori di connettività, ma cresce un segmento – vicino al 20% – che preferisce acquistare un prodotto separato, da collegare in cascata, capace di garantire prestazioni superiori in termini di Wi-Fi, sicurezza e semplicità d’uso.

La fiducia nei prodotti europei, insieme alla consapevolezza della necessità di mantenere il controllo tecnologico all’interno del continente, emerge quindi come un pilastro della strategia europea per la sovranità digitale. In un’epoca in cui la rete connette ogni aspetto della vita, la capacità di garantire sicurezza e autonomia tecnologica diventa non solo una questione tecnica, ma anche una scelta politica e culturale per il futuro dell’Europa.

La sovranità digitale europea passa dai router: fiducia nei prodotti “Made in Europe”

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