Il mercato italiano delle autovetture conferma il trend di crescita anche a maggio 2026, registrando 150.096 nuove immatricolazioni, pari a un aumento del 7,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Nei primi cinque mesi dell'anno l'incremento è del 9,4%, raggiungendo così 790.301 unità complessive. Nonostante questi segnali positivi, il divario rispetto ai livelli pre-pandemici resta ampio, con una contrazione strutturale del 13,2% sul 2019.
Le motorizzazioni ricaricabili continuano a guadagnare quota. Le auto elettriche pure (BEV) rappresentano l'8,8% del mercato a maggio, con 13.305 unità, in forte crescita rispetto al 5,1% di un anno fa. L'effetto incentivi si fa sentire in particolare su un singolo brand che copre oltre un terzo delle nuove BEV immatricolate. Anche le ibride plug-in (PHEV) accelerano, salendo al 10,2% di quota, grazie a una gamma più ampia e alle agevolazioni per il parco aziendale.
Cresce il peso delle motorizzazioni ibride, che guidano il mercato con una quota del 47,1% a maggio: suddivise tra 16,0% per le full hybrid e 31,1% per le mild hybrid. Crollano benzina, diesel e GPL, confermando la trasformazione green del settore automobilistico.
A livello di utilizzatori, i privati aumentano al 53,1% di quota. Il noleggio a lungo termine cala al 21,2% mentre quello a breve termine sale al 9,8%. Si registrano lievi flessioni per autoimmatricolazioni e società.
Sul fronte degli incentivi pubblici, si registra lo sblocco dei fondi previsti dal DPCM Automotive, con la maggioranza delle risorse destinate alla filiera industriale (70%) e il restante 30% focalizzato su veicoli commerciali leggeri, infrastrutture di ricarica domestiche e noleggio sociale per le fasce ISEE più basse. Nessun ecobonus per l'acquisto di autovetture da parte di privati è invece previsto, contrariamente a quanto indicato da alcune interpretazioni mediatiche.
Il fondo automotive subisce una riduzione degli stanziamenti, scendendo da circa 1,6 miliardi a 1,343 miliardi di euro. Il Presidente UNRAE sottolinea la necessità di affrontare il nodo delle accise sui carburanti in modo strutturale e non con mere misure tampone: "Il vero dossier da gestire è quello sulla politica energetica nazionale, al momento trattato in modo parziale e insufficiente".
Anche le disparità fiscali restano un tema centrale: le aliquote sui carburanti in Italia risultano stabilmente circa il doppio dei minimi previsti a livello europeo, con effetti diretti su famiglie e imprese. In quest'ottica, l'associazione torna a rimarcare quanto sarebbe urgente una concreta revisione fiscale in favore delle flotte aziendali, innalzando la deducibilità per le auto a basse emissioni e intervenendo su iva e ammortamenti, così da favorire decarbonizzazione e competitività nel sistema produttivo nazionale.
La struttura del mercato mostra un'evoluzione sia per segmento sia per area geografica. Le berline e i SUV del segmento A crescono, così come le berline del segmento B, mentre diminuiscono i SUV in questa categoria. Nei segmenti medi e alti, i SUV guadagnano terreno rispetto alle tradizionali berline. La maggior parte delle immatricolazioni si registra nel Nord Est, che mantiene la leadership di mercato grazie anche all'effetto noleggio, seguito da Centro, Nord Ovest, Sud e Isole.
Si abbassano inoltre le emissioni medie di CO2, ora a 106,0 g/km a maggio (-6,4%), segno concreto di una transizione ecologica in atto che si riflette anche nella crescente quota di veicoli a zero e basse emissioni.
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