Al Museo di Roma la mostra immersiva dedicata a Ettore Scola nel decennale della scomparsa

Al Museo di Roma la mostra immersiva dedicata a Ettore Scola nel decennale della scomparsa

Dal 2 maggio al 13 settembre, Palazzo Braschi ospita una mostra immersiva che celebra la vita, l'opera e il legame romano del grande regista Ettore Scola.

Nel decennale della scomparsa di Ettore Scola, il Museo di Roma a Palazzo Braschi apre le porte a una mostra che rende omaggio allo sguardo e all'opera di uno dei grandi maestri del cinema italiano. Dal 2 maggio al 13 settembre, l'esposizione Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati accompagna il pubblico in un vero e proprio viaggio immersivo fra memoria, creatività e passione per il racconto.

Il percorso celebra l'eredità umana e artistica di Scola, intrecciando vita e immaginazione attraverso un ricco mosaico di fotografie, manoscritti, oggetti inediti, sceneggiature originali, appunti personali, articoli di stampa, vignette, bozzetti di scena e cimeli iconici come le sedie da regista, la macchina da scrivere e il famoso trench indossato da Federico Fellini in C'eravamo tanto amati. Un patrimonio proveniente in gran parte dall'archivio di famiglia, curato dal nipote Marco Scola di Mambro, e reso ancora più prezioso dai materiali di Rai Teche, Archivio storico Luce e Collezione Studio EL - Cinecittà S.p.A.

Non si tratta solo di una retrospettiva cinematografica: la mostra restituisce il ritratto sfaccettato di un autore che fu regista, sceneggiatore, brillante disegnatore e acuto osservatore della realtà, capace di raccontare l'Italia con ironia, umanità e profondità. Dalle origini a Trevico al profondo legame con Roma, ogni tappa del percorso svela nuovi dettagli di una storia sempre in evoluzione, come le pagine di un racconto popolare, ricco di riflessioni critiche ma anche di leggerezza.

A dieci anni dalla scomparsa del Maestro Ettore Scola, rendiamo omaggio con questa grande mostra ad un umanista dallo sguardo libero del cinema italiano, che ha raccontato i suoi personaggi, gli esseri umani, in modo completo, riuscendo a far vivere nell'immaginario collettivo che sopravvive ai suoi film, il tratto concreto e mai banale delle relazioni, delle persone nel divenire del nostro tempo; le difficoltà, l'amore, l'amicizia, la vecchiaia e la morte. La mostra racconta tutti questi aspetti e lo fa dedicando uno sguardo importante alla città di Roma, a cui Ettore Scola era legato da un legame speciale, profondo e autentico, in grado di raccontare la Capitale senza edulcorazioni, nelle sue verità e nelle sue diverse fasi storiche, a partire dal dopoguerra. L'esposizione a Palazzo Braschi significa riconoscere la rilevanza del cinema e il suo valore di accessibilità culturale, grazie al modo di raccontare del Maestro: un racconto popolare, denso di riflessione critica ma anche di leggerezza.

Tre grandi sezioni tematiche guidano il visitatore: L'uomo, che segue gli inizi di Scola fra Trevico e il quartiere Esquilino e il suo ingresso nel mondo della satira con il Marc'Aurelio; L'artista, suddivisa in sceneggiatore, disegnatore e regista, che mette in luce le diverse anime della sua creatività attraverso film iconici come C'eravamo tanto amati, Brutti, sporchi e cattivi e Una giornata particolare; infine, Roma, vero e proprio alter ego cinematografico di Scola, osservata con affetto e lucidità dalla periferia alle grandi terrazze, e protagonista di storie che rispecchiano le trasformazioni dell'Italia dal dopoguerra a oggi.

L'esposizione punta a coinvolgere un pubblico ampio, compresi i più giovani, grazie a un linguaggio accessibile e attività formative pensate per favorire una fruizione partecipata. Il percorso è accompagnato da un catalogo Silvana Editoriale con materiali iconografici inediti e testimonianze di grandi autori come Fanny Ardant, Giuseppe Tornatore e Dacia Maraini, a testimonianza della forza collettiva e trasversale della lezione di Scola.

Ettore Scola torna così a essere protagonista nella città che lo ha ispirato, attraverso un percorso immersivo che ne celebra la creatività senza tempo e propone nuove chiavi di lettura per le generazioni attuali e future.

Al Museo di Roma la mostra immersiva dedicata a Ettore Scola nel decennale della scomparsa

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