Opel GT: vent’anni dopo, la spider che ha fatto sognare torna protagonista

Opel GT: vent’anni dopo, la spider che ha fatto sognare torna protagonista

Vent'anni fa al Salone di Ginevra debuttava la Opel GT spider, eletta Cabrio dell'anno 2007: 264 CV, trazione posteriore e prezzo italiano di 29.900 euro.

A vent’anni dal suo debutto al Salone di Ginevra del 2006, Opel celebra una vettura che ancora oggi resta impressa nella memoria degli appassionati: la Opel GT spider. Era il 2 marzo 2006 quando il marchio tedesco presentò in anteprima mondiale una reinterpretazione moderna di un nome leggendario, trasformando la storica coupé degli anni Sessanta in una spider dal carattere deciso e dal fascino intramontabile.

Con la sua linea aggressiva, la trazione posteriore e il potente motore turbo benzina da 2.000 cc, la GT del nuovo millennio si presentava come una sportiva autentica, capace di riprendere lo spirito dell’originale del 1968. Commercializzata nella primavera del 2007, divenne rapidamente una delle cabrio più apprezzate, tanto da essere eletta “Cabrio dell’anno 2007” da una giuria internazionale.

Dietro l’estetica grintosa e il prezzo competitivo — 29.900 euro in Italia — si nascondeva una meccanica raffinata e un temperamento puro. Il 2.0 ECOTEC turbo benzina, da 264 CV (197 kW), garantiva accelerazioni da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi e una velocità massima superiore a 230 km/h. Valori che, uniti alla distribuzione equilibrata dei pesi grazie al motore anteriore e alla trazione posteriore, facevano della GT una combinazione ideale tra piacere di guida e precisione sportiva.

Assoluto piacere di guida: così veniva definita la filosofia della spider, una vettura pensata per offrire emozioni sincere al volante. La capote in tessuto, completamente ripiegabile all’interno di un apposito vano, metteva in risalto la linea filante e muscolosa della carrozzeria. Il lungo cofano anteriore, gli sbalzi ridotti, le ruote da 18 pollici e l’abitacolo a due posti contribuivano a darle un aspetto classicamente sportivo, pur senza compromessi sul comfort e sulla cura dei dettagli.

Nella seconda metà degli anni Duemila, Opel mostrava il lato più giovane e dinamico del marchio. Come sottolineava la Casa tedesca, “Opel non è mai stata giovane quanto oggi”. La GT si inseriva infatti in una gamma che includeva modelli dallo stile audace come l’Astra GTC, le cabrio-coupé Tigra TwinTop e Astra TwinTop, oltre alle versioni OPC ad alte prestazioni. Una strategia orientata a rafforzare l’immagine emozionale del brand.

La GT non rinunciava, tuttavia, a un tocco di praticità. “Tra le roadster ad alte prestazioni, non esiste miglior compromesso tra prezzo e piacere di guida”, dichiarava all’epoca un portavoce Opel, sintetizzando perfettamente la filosofia del progetto. La spider ripercorreva le orme della progenitrice del 1968, all’epoca proposta sul mercato italiano a 1.995.000 lire. Come allora, il rapporto tra prestazioni e costo d’acquisto risultava notevole, rendendo la GT accessibile a un pubblico più ampio senza rinunciare al DNA sportivo.

Le personalizzazioni comprendevano il Premium Pack — offerto a 1.250 euro — che aggiungeva interni in pelle (nelle tonalità Ebony black o Cobalt red/black), autoradio con caricatore per sei CD e impianto audio potenziato da 225 Watt. A completare l’offerta, Opel propose un frangivento dedicato e un set di valigie su misura, tocchi di classe per chi cercava nella spider un’esperienza completa.

A due decenni dalla sua apparizione, la Opel GT spider resta una delle interpretazioni più riuscite del concetto di roadster: affascinante, veloce, essenziale. Un’auto che, a distanza di vent’anni, continua a evocare passione e libertà, simbolo di un’epoca in cui Opel volle dimostrare che la sportività poteva ancora convivere con l’accessibilità e con un design senza tempo.

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