Come la pandemia ha cambiato gli italiani? Quali nuovi bisogni, paure e abitudini sono emersi? Verso quale normalità stiamo andando e come i protagonisti del mondo della mobilità stanno rispondendo alle nuove esigenze? Sta cambiando la percezione del concetto di sicurezza?
Questi sono alcuni dei principali interrogativi analizzati e contenuti nel secondo Osservatorio Mobilità e Sicurezza di Continental, brand che da oltre 140 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione. Un’edizione realizzata in collaborazione con l’istituto di ricerca Euromedia Research diretto da Alessandra Ghisleri
Da questa analisi viene fuori una giustificata paura ma anche tanta voglia di ricominciare, in auto, con una mobilità che dovrà essere più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. La pandemia, il lockdown, il virus e la crisi economica hanno minato quel sentimento di fiducia e di speranza che ha sempre contraddistinto gli italiani: a fronte di un 47,4% di italiani che prova ancora emozioni positive di speranza, tranquillità, sollievo e felicità, diffuse soprattutto tra i cittadini con più di 65 anni, c’è un 45,6% di cittadini che prova emozioni negative come ansia, paura e fastidio, stati d’animo che emergono con particolare forza tra coloro che fanno gli autisti di professione.
La paura del contagio incide inevitabilmente sulla mobilità. Oggi, senza dubbio, l’automobile è il mezzo scelto dagli italiani: oltre un italiano su due (56,7%) sceglie di spostarsi in auto perché la ritiene il mezzo più sicuro con cui muoversi (66,6%), un dato significativo che registra una crescita del 22,5% rispetto all’anno precedente.
Le persone che hanno modificato maggiormente le proprie abitudini sono gli over 65, ovvero i più esposti ai gravi pericoli del virus (il 65% degli italiani che si sposta in auto sono over 65).
I mezzi pubblici, d’altra parte, continuano a essere comunque utilizzati ma solo da due italiani su cinque (il 22,5%) e solo il 2,7% si sente sereno nel farlo. Biciclette, monoruota e monopattini sono il mezzo di trasporto scelto solo dal 3,4% degli intervistati, residenti prevalentemente nelle grandi città.
Dal cambio delle abitudini e delle intenzioni di comportamento futuro emerge una mobilità che ha ancora, al centro, l’automobile come il principale e pre-scelto mezzo di trasporto. Un mezzo che gli italiani desiderano sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale e in grado di garantire spostamenti sicuri, efficienti e puliti: un intervistato su tre (32,8%) si dichiara disponibile ad acquistare un nuovo veicolo.
Per quanto riguarda la tematica ambientale, durante il lockdown il blocco della mobilità e delle attività produttive ha ridotto di molto l’inquinamento atmosferico aumentando la consapevolezza delle persone rispetto al tema “ecosostenibilità”.
Più della metà degli italiani (53%) dichiara, infatti, di prestare attenzione alle tematiche green come prima dell’emergenza sanitaria. I motociclisti (64,8%) e i giovani 67,6% (fascia di età 18-24) si rivelano i più sensibili a questo aspetto.
Un altro aspetto analizzato dall’ Osservatorio riguarda la sicurezza stradale. In questo 2020 gli italiani si sentono meno sicuri al volante rispetto allo scorso anno. Il 75% dei cittadini che oggi si sente sicuro delle proprie capacità e di sé stesso mentre è alla guida fa registrare un -12% rispetto all’anno precedente. Tra i meno tranquilli troviamo gli over 65, gli stessi che in emergenza Covid-19 hanno ripreso a guidare le loro autovetture al fine di evitare i mezzi pubblici o in sharing.
Da cosa dipende la sicurezza stradale secondo i cittadini? L’elemento più importante per garantire sicurezza stradale, come lo scorso anno, viene ricondotto alla figura del guidatore (48,8%). Seguono poi i freni (10,2%), i sensori e i sistemi di guida assistita (8,8%, menzionati in particolare dai motociclisti), le cinture di sicurezza (8,1%, menzionate soprattutto dagli autisti di professione) e gli pneumatici (6,7%).
Il 96,4% attribuisce agli pneumatici una forte importanza sul piano della sicurezza stradale e oltre l’85% dichiara di prestarvi molta attenzione (soprattutto uomini, di età compresa tra i 45 e i 64 anni, residenti nel Sud e in aree periferiche).
