Lanciata nel 1979, la Peugeot 505 si impose come la berlina di punta del Marchio del Leone, destinata a rimanere nella storia come l’ultima vettura a trazione posteriore prodotta dalla Casa francese. Elegante, robusta e versatile, trovò rapidamente successo anche oltre i confini europei, conquistando mercati come Stati Uniti e Cina. Tuttavia, fu nel motorsport che la sua leggenda crebbe, trasformandola da comoda berlina familiare in una delle protagoniste più affascinanti delle competizioni turismo degli anni Ottanta.
Il debutto sportivo avvenne nel 1980 al Rally dell’Acropoli, dove i piloti privati Claude Laurent e Christian Dorche ottennero risultati incoraggianti. Un anno più tardi arrivò una vittoria di grande prestigio: la Peugeot 505 STi conquistò il Tour d’Europe Rally, riservato alle vetture di serie, con l’equipaggio Holger Bohne e Peter Diekmann. Rimase l’unica vettura francese ad aver mai trionfato in quella competizione, segno dell’eccezionale equilibrio tra comfort e performance che caratterizzava il modello.
Nel 1980 la 505 iniziò a distinguersi anche nel Campionato Francese di Vetture di Produzione, una serie molto seguita che metteva in pista auto derivate dalla produzione di serie. Jean-Pierre Beltoise, ex pilota di Formula 1, fu tra i primi a credere nel potenziale della 505, schierando vetture preparate da Danielson. La prima versione da competizione, con motore 2.0 litri da circa 190 cavalli, non ottenne risultati di rilievo ma attirò l’attenzione sul marchio. I veri successi arrivarono nel 1982, quando Beltoise conquistò due vittorie sui circuiti di Magny-Cours e Montlhéry.
Il 1983 segnò una svolta con la nascita della Peugeot 505 Turbo Injection, sviluppata in collaborazione con Porsche. Dotata di un motore 2.2 litri sovralimentato basato sull’unità Chrysler-Simca, offriva inizialmente 150 cavalli, saliti poi a 160. Con il kit PTS sviluppato da Danielson, la potenza poteva raggiungere i 200 cavalli, trasformando la berlina in un’auto dall’anima sportiva e raffinata.
Da questa base nacque la 505 Superproduction, versione estrema realizzata da Danielson tra il 1984 e il 1988 per il Campionato Francese di Superproduzione. La vettura montava un turbocompressore KKK capace di raggiungere 1,7 bar di pressione, permettendo al motore di superare i 550 cavalli nelle ultime stagioni. I primi anni furono complessi, a causa di problemi elettronici, ma una volta risolti la 505 Superproduction si impose come una delle protagoniste più temute della categoria. Tra il 1984 e il 1987, con Jean-Pierre Beltoise e Jean-Pierre Jabouille al volante, conquistò otto vittorie assolute. Pur senza ottenere il titolo nazionale, la vettura lasciò un segno profondo nel panorama delle corse turismo francesi.
Nel 1985 Peugeot istituì anche il Peugeot 505 Trophy, un campionato monomarca che sostituì la Talbot Samba Cup. Durato tre stagioni, rappresentò l’ultima occasione per vedere una berlina francese a trazione posteriore impegnata in competizioni ufficiali, a conferma dell’importanza simbolica che la 505 rivestiva per il marchio e per gli appassionati.
Oggi, a distanza di decenni, la Peugeot 505 Superproduction è ricordata come una delle più affascinanti e potenti berline da corsa degli anni Ottanta. Con la sua estetica muscolosa, la potenza estrema e il legame diretto con la produzione di serie, rimane un’icona che racconta la passione di Peugeot per l’innovazione e le prestazioni.
Oggi la Peugeot 505 Superproduction è ricordata come una delle più estreme e affascinanti espressioni del motorsport degli anni ’80: una grande berlina capace di trasformarsi in una vera macchina da corsa, lasciando un’impronta indelebile nella storia sportiva di Peugeot.
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