Due gare non prevedibili hanno caratterizzato la giornata di ieri nel Mondiale eni FIM Superbike, con una vittoria di Marco Melandri (BMW Motorrad GoldBet) e una di Eugene Laverty (Aprilia Racing Team). Il ravennate ha poi chiuso solo dodicesimo in gara 2, limitato da un’usura anomala del pneumatico posteriore, ora sotto analisi dei tecnici Pirelli, Ohlins e del team BMW. L’irlandese invece sembra non avere buoni rapporti con gara 1, in quanto sei dei sette successi ottenuti in carriera in WSBK sono arrivati in gara 2.
Marco Melandri: “Non è stato facile vincere gara 1, all’inizio ho faticato parecchio, poi, dopo dieci giri la situazione è migliorata ed è stato più facile raggiungere i primi, nonostante il vento forte. Quando Tom mi ha sorpassato, ha chiuso la traiettoria, ho tentato di superarlo di nuovo, mentre Sylvain cercava di scappare, ma l’ho raggiunto e sono riuscito a passarlo. L’ultimo giro è difficile da raccontare, era così vicino che ho spinto al massimo. In gara 2 potevo essere sul podio, invece, dal secondo giro, la gomma posteriore ha iniziato a vibrare e poi, dal terzo, ha iniziato a perdere grip. Per questo la moto vibrava ed era molto difficile guidare, ho cercato di portare a casa il miglior risultato possibile. Ora pensiamo a Imola.”
Eugene Laverty: “Quest’anno gara 1 sembra stregata per noi, specialmente su piste come questa ed Aragon, dove avevo il passo per centrare la doppietta. Ma non mi lamento, l’importante è partire sempre con il massimo obiettivo e, quando la sfortuna ci mette del suo, rispondere colpo su colpo. Ho cercato fortemente questa vittoria, ancor più importante perché ho dominato dal primo all’ultimo giro. Sono in corsa nel Mondiale, anche se con qualche zero di troppo.”
Questa è la quarta vittoria stagionale per lui, che, insieme ai successi del compagno di squadra, Sylvain Guintoli – che oggi consolida la sua leadership in Campionato, anche grazie all’uscita di scena di Sykes in gara 2 – porta la Aprilia a rafforzare il dominio in classifica costruttori.
La Ducati, in lieve miglioramento tra la prima e la seconda corsa, ma ancora lontana dalle aspettative, vedrà la rimozione dell’air restrictor – come da Regolamento FIM, art. 2.4.8.1.3 - a partire dal Round di Imola, in programma il prossimo 28-30 giugno.
Gara 1 Melandri ha conquistato il successo al photofinish su Sylvain Guintoli, dopo che il francese era uscito velocissimo dall'ultima curva, riuscendo ad affiancare il rivale poco prima della bandiera a scacchi. Soltanto sette millesimi di secondo – quarto minor distacco di sempre in una gara WSBK - hanno permesso al ravennate di conquistare il secondo successo in stagione, propiziato da un sorpasso perfetto alla curva 1, nel giro conclusivo della corsa.
Guintoli ha disputato un'ultima parte di gara perfetta, riuscendo a tornare sulla coppia di testa dopo la sfortunata uscita di scena del compagno Eugene Laverty, fermato da un problema tecnico sul rettilineo ad inizio del dodicesimo passaggio, mentre si trovava al comando, in un’accesa bagarre con Tom Sykes (Kawasaki Racing Team).
Quest’ultimo, partito dalla pole, ha chiuso il podio - unico pilota della prima fila a completare la corsa – pur se un po’ in affanno nel finale, dopo aver dettato il passo nei primi giri ed essersi difeso molto bene nel prosieguo della gara. Quarta posizione per Leon Camier (FIXI Crescent Suzuki), al suo miglior risultato in stagione, davanti a Loris Baz (Kawasaki Racing Team), ad un dolorante Chaz Davies (BMW Motorrad GoldBet) e a Michel Fabrizio (Red Devils Roma Aprilia).
Jules Cluzel, compagno di Camier, ha avuto la meglio su Carlos Checa (Team Ducati Alstare) concludendo ottavo. Gara sfortunata per i due piloti del Team Pata Honda, Jonathan Rea – che partiva dalla terza posizione - e Leon Haslam, costretti al ritiro rispettivamente per un problema tecnico e per i problemi fisici derivanti dall'infortunio alla gamba sinistra. Caduta al sesto giro per Davide Giugliano (Althea Racing Aprilia), causata dalla perdita dell'anteriore della sua RSV4 alla curva 2, dopo un inizio di gara combattivo.
Risultati gara 1: 1. Melandri (BMW) 22 giri/101.024 km in 38'12.447 media 158.645 km/h; 2. Guintoli (Aprilia) 0.007; 3. Sykes (Kawasaki) 4.224; 4. Camier (Suzuki) 9.479; 5. Baz (Kawasaki) 12.057; 6. Davies (BMW) 16.610; 7. Fabrizio (Aprilia) 21.350; 8. Cluzel (Suzuki) 22.337; 9. Checa (Ducati) 23.662; 10. Sandi (Kawasaki) 1'26.995; 11. Iannuzzo (BMW) 1'27.119; 12. Clementi (BMW) 1'29.096; 13. Neukirchner (Ducati) 3 Laps; RT. Badovini (Ducati); RT. Laverty (Aprilia); RT. Haslam (Honda); RT. Rea (Honda); RT. Lundh (Kawasaki); RT. Giugliano (Aprilia).
Gara 2 L'unico pilota apparso in grado di tenere testa a Laverty, almeno nella prima parte della corsa, è stato Jonathan Rea. Il nordirlandese è stato però sopravanzato nel finale da Sylvain Guintoli, chiudendo terzo, con il francese a completare un uno-due Aprilia, che mancava dal round di apertura della stagione, a Phillip Island. Grazie all'ennesimo podio del 2013, l'alfiere del team ufficiale Aprilia resta al comando della classifica a quota 213, seguito a 28 lunghezze da Tom Sykes, sfortunato protagonista di una caduta alla curva 1 nel giro di allineamento.
L'autore della Tissot-Superpole, dopo diversi tentativi con l’aiuto dei marshall, è riuscito a far ripartire la sua ZX-10R danneggiata e a riportarla fino alla corsia box. Nonostante gli sforzi compiuti dalla squadra per rimettere in sesto la moto, Sykes, partito dalla pit lane, ha dovuto di nuovo far rientro ai box. All'ennesimo ritorno in pista il pilota di Huddersfield, ormai fuori dai giochi, ha iniziato ad imprimere un passo di gara incontenibile, facendo segnare il nuovo lap record della pista di 1'42.475, superando quello di Max Biaggi del 2012.
Il Kawasaki Racing Team si consola con la buona prestazione di Loris Baz, quarto davanti a Chaz Davies, ad un tenace Carlos Checa e a Jules Cluzel. Un terzetto di piloti italiani ha completato la top-10 di gara, con Ayrton Badovini a precedere Davide Giugliano e Michel Fabrizio. Un problema tecnico è invece il motivo dell'uscita di scena di Leon Camier (FIXI Crescent Suzuki), nel corso del 12° giro.
Risultati gara 2: 1. Laverty (Aprilia) 22 giri/101.024 km in 38'02.051 media 159.368 km/h; 2. Guintoli (Aprilia) 4.107; 3. Rea (Honda) 5.853; 4. Baz (Kawasaki) 15.306; 5. Davies (BMW) 17.552; 6. Checa (Ducati) 18.366; 7. Cluzel (Suzuki) 29.392; 8. Badovini (Ducati) 38.359; 9. Giugliano (Aprilia) 39.321; 10. Fabrizio (Aprilia) 44.603; 11. Neukirchner (Ducati) 45.339; 12. Melandri (BMW) 45.429; 13. Sandi (Kawasaki) 1'16.310; 14. Lundh (Kawasaki) 1'16.375; 15. Iannuzzo (BMW) 1'18.303; 16. Clementi (BMW) 1'24.259; NC. Sykes (Kawasaki); RT. Camier (Suzuki).
Classifica provvisoria (dopo 6 di 15 round): 1. Guintoli 213; 2. Sykes 185; 3. Laverty 174; 4. Melandri 156; 5. Davies 133; 6. Baz 119; 7. Rea 105; 8. Fabrizio 101; 9. Giugliano 79; 10. Cluzel 72; 11. Camier 62; 12. Neukirchner 53; 13. Checa 50; 14. Badovini 45; 15. Haslam 29; etc. Costruttori: 1. Aprilia 253; 2. BMW 211; 3. Kawasaki 209; 4. Honda 112; 5. Suzuki 104; 6. Ducati 82.
Mondiale Supersport – Lowes allunga in vetta alla classifica Le emozioni non sono mancate nel Mondiale riservato alle medie cilindrate: una lunga e spettacolare sfida a quattro ha caratterizzato la gara, vinta con freddezza da Sam Lowes (Yakhnich Motorsport Yamaha), deciso nel sorpasso alla curva 11 nell'ultimo giro, e abile nel rimanere davanti al duo Kawasaki del Mahi Racing Team India, formato da Fabien Foret e Kenan Sofuoglu, fino alla bandiera a scacchi.
Per il 22enne pilota di Lincoln si tratta della quarta vittoria consecutiva, resa ancora più dolce dal vantaggio in vetta alla classifica, ora giunto a quota 39 punti nei confronti del campione in carica, Sofuoglu. Ottimo risultato anche per il "rookie" Michael van der Mark (Pata Honda World Supersport), che ha chiuso ai piedi del podio, dopo aver tentato di guadagnare qualcosa in più nella bagarre degli ultimi giri di gara.
Sheridan Morais (PTR Honda) e Jack Kennedy (Rivamoto Honda) hanno completato la Top-6 di giornata, con una decina di secondi circa di distacco dal poker di testa.
Risultati: 1. Lowes (Yamaha) 20 giri/91.840 km in 35'32.882 media 155.013 km/h; 2. Foret (Kawasaki) 0.380; 3. Sofuoglu (Kawasaki) 0.502; 4. Vd Mark (Honda) 1.322; 5. Morais (Honda) 9.537; 6. Kennedy (Honda) 11.772; 7. Antonelli (Kawasaki) 13.535; 8. Scassa (Kawasaki) 13.953; 9. De Rosa (Honda) 14.728; 10. Iddon (MV Agusta) 18.756; 11. Leonov (Yamaha) 18.909; 12. Roccoli (Yamaha) 32.012; 13. Baldolini (Suzuki) 32.039; 14. Zanetti (Honda) 32.118; 15. Marconi (Honda) 33.152; etc.
Classifica (dopo 6 di 14 round): 1. Lowes 120; 2. Sofuoglu 81; 3. Foret 81; 4. Vd Mark 62; 5. Zanetti 55; 6. Scassa 53; 7. Antonelli 46; 8. Kennedy 44; 9. Rolfo 38; 10. Marino 31; 11. Morais 30; 12. Russo 28; 13. Leonov 26; 14. Coghlan 22; 15. Ivanov 18. Costruttori: 1. Kawasaki 130; 2. Yamaha 128; 3. Honda 91; 4. MV Agusta 44; 5. Suzuki 12; 6. Triumph 6.
Superstock 1000 Il Campione in carica Sylvain Barrier (BMW Motorrad GoldBet) ha conquistato il successo nella gara della Coppa FIM Superstock 1000 di Portimao, tornando così al vertice della classifica con un solo punto di vantaggio su Eddi La Marra (Barni Racing Ducati). Il pilota francese ha condotto in testa la quasi totalità della corsa, riuscendo a scappar via, dal quinto giro in avanti, dopo la scivolata che ha visto protagonista il primo degli inseguitori, Lorenzo Savadori (Team Pedercini Kawasaki), alla curva 14.
La battaglia per le rimanenti posizioni del podio è stata una questione a due tra Eddi La Marra e Jeremy Guarnoni (MRS Kawasaki), risoltasi al photofinish, a favore dell'italiano per soli 27 millesimi.
Leandro Mercado (Team Pedercini Kawasaki) ha terminato la gara al quarto posto davanti a Niccolò Canepa (Barni Racing Ducati) ed al compagno di squadra Alessandro Andreozzi. David McFadden ha conquistato un buon ottavo posto di misura su Marco Bussolotti (Rider Promotion by T. Trasimeno BMW), con Fabio Massei (Team Goeleven Kawasaki) a completare la top-10. Per il sudafricano si tratta del miglior risultato in stagione, ottenuto alla prima uscita con il Team Garnier Racing BMW. Il francese Romain Lanusse (MRS Kawasaki) ha perso l'opportunità di un piazzamento tra i primi quattro a causa di una scivolata al nono dei dodici giri.
Risultati: 1. Barrier (BMW) 12 giri/55.104 km in 21'19.450 media 155.047 km/h; 2. La Marra (Ducati) 1.318; 3. Guarnoni (Kawasaki) 1.345; 4. Mercado (Kawasaki) 10.781; 5. Canepa (Ducati) 15.500; 6. Lussiana (Kawasaki) 16.573; 7. Andreozzi (Kawasaki) 19.279; 8. McFadden (BMW) 21.707; 9. Bussolotti (BMW) 21.781; 10. Massei (Kawasaki) 22.769; 11. Jezek (Ducati) 24.200; 12. Gildenhuys (BMW) 25.233; 13. Ponsson (Kawasaki) 27.304; 14. De Boer (Honda) 32.087; 15. Suchet (Honda) 43.211; etc.
Classifica: 1. Barrier 70; 2. La Marra 69; 3. Canepa 63; 4. Guarnoni 60; 5. Mercado 49; 6. Savadori 33; 7. Lanusse 29; 8. Jezek 29; 9. Bussolotti 26; 10. Lussiana 25; 11. Andreozzi 15; 12. Bergman 15; 13. McFadden 13; 14. Magnoni 11; 15. Gildenhuys 10. Costruttori: 1. Ducati 81; 2. BMW 81; 3. Kawasaki 70; 4. Honda 8; 5. Suzuki 5.
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