Fiorello difende il Teatro delle Vittorie: "Non si vende la storia dello spettacolo"

Fiorello difende il Teatro delle Vittorie: "Non si vende la storia dello spettacolo"

Fiorello si mobilita in diretta a favore del Teatro delle Vittorie contro l'ipotesi di vendita, lanciando un appello al mondo dello spettacolo.

Fiorello torna a far parlare di sé e questa volta lo fa indossando i panni del difensore della memoria televisiva italiana. Nella puntata del 27 aprile de "La Pennicanza", in onda su Rai Radio2, lo showman ha lanciato un accorato appello contro la possibile vendita dello storico Teatro delle Vittorie. "Vendere il Teatro delle Vittorie è un crimine contro la storia dello spettacolo. È un posto glorioso, il teatro di Pippo Baudo, di Mina, del vero varietà! Leggevo che Milly Carlucci dovrebbe traslocare in un nuovo studio a Saxa Rubra… ma non costruite nulla, fate tutto qua! Non è tecnologico? Allora vendiamo anche il Colosseo, scusate! Che vuol dire? Bisogna rispettare il passato, perché senza di esso non c'è futuro. Viva l'Italia e viva questo teatro, che si dovrebbe intitolare a Pippo Baudo!"

In trasmissione, Fiorello sollecita colleghi e volti noti della tv a unirsi alla sua mobilitazione: "Ho udito l'urlo di dolore di Renzo Arbore e mi sto mobilitando. Faccio un appello ai colleghi: Carlo Conti, Panariello, Milly Carlucci, fatevi sentire! Soprattutto Milo Infante, Pierluigi Diaco, Geppi Cucciari… non lasciatemi solo! Siamo portavoce di un sentiment comune degli addetti ai lavori e del pubblico: torniamo a farci delle cose lì dentro!" Sulle critiche Rai che parlano di una struttura obsoleta, la risposta è netta: "Ci spendi soldi e lo fai diventare moderno! Anche io ho modernizzato casa, non è che si butta il vecchio, sennò dovrebbero buttar via anche noi!"

Da parte istituzionale, arriva anche il sostegno della presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, che si schiera a favore della difesa dello storico studio. Non manca l'immancabile vena ironica di Fiorello, che regala una surreale finta agenzia: "Il PD contro Fiorello: 'Il Teatro delle Vittorie va venduto, è un nome che non ci rappresenta!'"

Il programma prosegue con la consueta satira politica. Silvia Salis dichiara: "Se dovessi scegliere tra Schlein e Conte non andrei a votare." Pronta la replica della Meloni: "E ce credo!", mentre la stessa Salis aggiunge: "Perché perdere oggi quando potrei perdere domani?" Spazio anche alla cronaca sportiva, con un riferimento all'impresa di Sebastian Sawe, capace di scendere sotto le due ore in maratona: "A Roma prenderebbe la multa con i nuovi limiti! Per allenarsi ha usato una tecnica tutta sua: si è fatto inseguire da Vannacci!"

Nel gran finale, Al Bano irrompe con il suo inconfondibile umorismo sul fidanzamento della figlia con il tiktoker Haitam: "Cosa ne penso? Uno che si chiama come un antibiotico a casa mia deve fare la quarantena! Ai miei tempi i balletti si facevano davanti allo specchio. Una volta mi misi a ballare la pizzica… mio padre mi vide e mi disse: 'Un maschio non balla!'. Non la prese bene, mi infilò dentro un cespuglio di ortiche a piedi nudi! Ma sono insegnamenti che mi porto dietro: l'antibiotico se vuole entrare a casa mia deve fare 4 mesi di tirocinio. I primi 2 mesi lo mando a pulire le stalle delle vacche a mani nude! E altre 2 settimane mi deve fare lo spaventapasseri sui campi! Voglio vedere poi se ha ancora forza di fare i TikTok…"

Ironia, memoria storica e satira si confermano il marchio di fabbrica di "La Pennicanza", che quest'anno si presenta come un vero presidio della cultura televisiva italiana e del dialogo tra generazioni.

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