Labasco pubblica “Sotto gli occhi di Dio”: il debutto che unisce sacro e profano

Labasco pubblica “Sotto gli occhi di Dio”: il debutto che unisce sacro e profano

Esce oggi “Sotto gli occhi di Dio”, il primo album di Labasco, giovane artista campano che, dopo il successo dei singoli “Giuseppe”, “Napoli.

Esce oggi “Sotto gli occhi di Dio”, il primo album di Labasco, giovane artista campano che, dopo il successo dei singoli “Giuseppe”, “Napoli Melancholia”, “Veleno” e “Masaniello”, firma ufficialmente il suo debutto discografico con INRI Records/Metatron. Un progetto che si muove su un confine sottilissimo, dove il sacro e il profano dialogano in un equilibrio costante, trasformando la vulnerabilità in un segno di forza.

Il disco, descritto come un’architettura sonora complessa, racconta la quotidianità di chi sceglie di non restare invisibile, attraversando il silenzio della provincia e le voci vive dei quartieri. Labasco ribalta la prospettiva dello sguardo giudicante, trasformando l’essere osservati “sotto gli occhi di Dio” in un atto di presenza e di resistenza emotiva. È un’opera viscerale e cinematografica che miscela elettronica e melodia, urban e pop partenopeo, disegnando un “urban mediterraneo” ricco di contrasti e sfumature.

Alla produzione del disco ha contribuito Diora Madama, che ne ha delineato l’anima pulsante, insieme a Pauliverse e al chitarrista Giorgio Guiducci. Beat incalzanti e suoni elettronici incontrano pianoforti solenni, fiati suonati dal vivo e cori popolari ruvidi. Un suono nuovo, contemporaneo eppure profondamente legato alla tradizione, capace di ridefinire i confini del pop italiano.

Il debutto non si limita alla pubblicazione del disco: Labasco porterà il progetto anche dal vivo con un tour nei principali Ostello Bello d’Italia, toccando Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo e Como tra il 1° e il 23 aprile. Un’occasione per incontrare il pubblico e raccontare dal vivo una storia di ricerca e appartenenza.

“Avevo 15 anni quando, insieme a mio padre, ho costruito il mio piccolo ‘studio’ in garage. Passavo le giornate intere lì dentro provando canzoni non mie, buttando giù idee, registrando cover, sognando che un giorno avrei avuto la possibilità di portare in giro la mia musica. Oggi è quel giorno, mi sembra assurdo, ma sono felicissimo. Non vedo l'ora di cantarvi la mia storia e di incontrare nuove persone lungo questo viaggio.” racconta Labasco, con entusiasmo e gratitudine.

Il nome d’arte, scelto con consapevolezza, diventa esso stesso un manifesto di identità. Deriva dal cognome Basco, femminilizzato in “Labasco”, termine che durante la sua adolescenza gli veniva attribuito per sottolinearne la diversità. Oggi, invece, Labasco trasforma quella parola in un simbolo di riscatto e libertà. In latino significa “vacillare”, un verbo che racchiude fragilità, movimento e forza allo stesso tempo: l’essenza di un artista che non teme di mostrarsi per ciò che è.

Con “Sotto gli occhi di Dio”, Labasco firma un album denso, sincero e potente, in cui la canzone d’autore napoletana dialoga con la cultura pop e queer contemporanea. Un lavoro che apre un nuovo capitolo per un artista destinato a lasciare il segno nel panorama musicale italiano.

Labasco pubblica “Sotto gli occhi di Dio”: il debutto che unisce sacro e profano

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