Giovedì 18 dicembre 2025 sarà una data speciale per la musica d’autore italiana: Mimmo Locasciulli chiuderà il tour “Dove lo sguardo si perde” con un concerto-evento a Roma, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Un appuntamento che segna la conclusione del progetto con cui l’artista celebra cinquant’anni di carriera, vissuti tra poesia, sperimentazione musicale e una coerenza stilistica riconosciuta in tutto il panorama cantautorale italiano.
Sul palco, oltre al Quartetto d’archi Pessoa e a Matteo Locasciulli, saranno presenti ospiti a sorpresa: artisti, cantautori e musicisti che hanno incrociato la vita e la carriera del cantante abruzzese. L’evento promette di essere un viaggio nella musica e nella memoria, un omaggio alla lunga e appassionata storia artistica di Locasciulli.
Cinquant’anni fa, nel giugno del 1975, il Folkstudio di Roma pubblicava il suo primo album, “Non rimanere là”, inaugurando così una carriera che oggi conta ventuno dischi in studio, migliaia di concerti e collaborazioni con figure di spicco della scena italiana e internazionale, dal pop al jazz. La prima recensione di quell’album, firmata dal critico Pietro Mondini, invitava il giovane Mimmo ad andare avanti, a non fermarsi. E Locasciulli ha seguito quel consiglio con passione e costanza.
Il 2025 è un anno di riconoscimenti per il cantautore: al Teatro Ariston di Sanremo, durante il Premio Tenco, ha ricevuto il Premio SIAE per i cinquant’anni di iscrizione alla Società Italiana degli Autori ed Editori. “La motivazione con cui mi è stato assegnato il Premio SIAE 2025 mi riempie di orgoglio – commenta Mimmo Locasciulli – Vedo riconosciuta e, appunto, premiata una linea professionale di coerenza e continuità, pur modulando stili e linguaggi, in linea con i cambiamenti e le urgenze del tempo che ho narrato.”
Soltanto un anno prima, nel 2024, il Club Tenco gli aveva assegnato il Premio Tenco alla carriera, sottolineando la sua “antica cordialità e rara correttezza”, definendolo “testimone e protagonista della stagione classica della canzone d’autore” e lodandone il tocco inconfondibile al pianoforte.
Contestualmente al tour, Locasciulli ha pubblicato il suo ventunesimo album, “Dove lo sguardo si perde”, prodotto insieme a Matteo Locasciulli e distribuito da ADA/Warner Music Italy per l’etichetta Hobo. Il disco raccoglie alcuni dei brani più amati del suo repertorio, riorchestrati con pianoforte, contrabbasso e archi, e include il brano inedito “L’amore dov’è”. Dodici le tracce principali, legate dal tema dell’amore nelle sue diverse espressioni, a cui si aggiunge una tredicesima versione del brano inedito, eseguita dal vivo con il Quartetto Pessoa.
Il videoclip ufficiale di “L’amore dov’è” è disponibile sul canale YouTube dell’artista e vede la partecipazione del Quartetto Pessoa. Gli strumenti utilizzati, detti “strumenti del mare”, sono stati realizzati dai detenuti del carcere di Opera (Milano) con il legno proveniente dalle barche dei migranti naufragate nel Mediterraneo, un progetto nato grazie al contributo della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti.
A proposito di questo percorso di vita e d’arte, Locasciulli dichiara: “Lo sguardo si perde dove lo porta la mente, ma con il visto del cuore. Il mio si è perso e diluito nella bellezza del vivere, nei colori della gioia, nelle ombre del dolore, nei voli di fantasia, negli enigmi dei sogni, nei dubbi eversivi, nelle paure domate. Di tutto è rimasta una traccia, un sentiero di continuità. Fotografie nitide, sfuocate, casuali, coincidenti. Qui c’è il racconto. Pagine scritte e ancora da scrivere. La leggerezza degli anni innocenti, le speranze che hanno nutrito i miei anni, le riflessioni nell’incertezza, l’amore dato e ricevuto e, anche, una carezza agli ultimi nel mondo.”
Il concerto del 18 dicembre a Roma sarà quindi molto più di un semplice spettacolo: sarà la celebrazione di una vita intera dedicata alla musica e alla poesia, un viaggio che unisce passato e presente, con lo sguardo rivolto al futuro. Mimmo Locasciulli, con la sua voce e il suo pianoforte, continua a raccontare la storia di un uomo e di un Paese attraverso canzoni che restano, come lui stesso direbbe, “tracce di continuità”.
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