Nuova Tesla Model Y: la nostra prova su strada

Nuova Tesla Model Y: la nostra prova su strada

Nel panorama dei SUV elettrici, la Tesla Model Y continua a rappresentare uno dei modelli più influenti e riconoscibili della mobilità a batteria.

Nel panorama dei SUV elettrici, la Tesla Model Y continua a rappresentare uno dei modelli più influenti e riconoscibili della mobilità a batteria. Con l’ultimo aggiornamento, la crossover della Tesla affina diversi aspetti senza stravolgere la propria identità: migliorano comfort e qualità percepita grazie a interventi su sospensioni e abitacolo, mentre lo stile resta fedele a quell’approccio minimalista che ha contribuito al suo successo. Noi l'abbiamo provata.

Con 478 centimetri di lunghezza, la Model Y si colloca perfettamente tra i SUV familiari di medie dimensioni. Le proporzioni generose si traducono in uno spazio interno molto ampio, soprattutto per chi viaggia nei sedili posteriori, dove il pavimento completamente piatto aumenta il comfort anche nei lunghi trasferimenti. Il bagagliaio è uno dei punti di forza: 600 litri di capacità nel vano posteriore, a cui si aggiungono altri 117 litri nel vano anteriore sotto il cofano.

A colpire fin dal primo sguardo è proprio il design essenziale e pulito, che caratterizza l’intera carrozzeria. Il frontale corto e inclinato è definito da una sottile firma luminosa a LED che funge da luce diurna, mentre la linea del tetto disegna un arco continuo che scivola verso la coda. Le maniglie a scomparsa contribuiscono alla pulizia delle superfici, mentre i passaruota pronunciati danno solidità all’insieme. Dietro, il lunotto quasi orizzontale – privo di tergicristallo – e i fanali collegati da una fascia luminosa rossa rendono immediatamente riconoscibile la parte posteriore.

Salendo a bordo si entra in un ambiente che interpreta alla lettera la parola “minimalismo”. L’abitacolo della Model Y è talmente essenziale da risultare immediatamente riconoscibile. Tutto ruota attorno al grande display centrale touch da 15,4 pollici, l’unico vero centro di comando dell’auto. Da qui si gestisce praticamente ogni funzione, dalla climatizzazione alla navigazione, passando per le impostazioni di guida. Il sistema software è fluido e aggiornabile costantemente via internet, anche se richiede un minimo di familiarità: molte operazioni passano infatti dal touchscreen e questo può comportare qualche distrazione se si interviene durante la marcia.

Interessanti anche alcune soluzioni di utilizzo quotidiano che semplificano la vita a bordo. Non esiste un vero pulsante di avviamento: basta salire in auto e premere il pedale del freno per partire. Allo stesso modo, una volta arrivati a destinazione, slacciare la cintura inserisce automaticamente il freno di stazionamento. Sono dettagli semplici ma efficaci, che rendono l’esperienza d’uso molto intuitiva.

La versione protagonista della prova è la e la Long Range AWD con doppio motore e trazione integrale, con 586 chilometri di autonomia dichiarata. Noi, durante il nostro test abbiamo registrato un' autonomia di circa 480 chilometri ma con utilizzo "parsimonioso" e prevalentemente cittadino, si può fare meglio. In gamma sono presenti anche una Standard Range a trazione posteriore, con un'autonomia dichiarata è di 500 chilometri, e una versione Long Range a trazione posteriore, con 622 chilometri dichiarati,

Nonostante la massa importante, le prestazioni sono decisamente brillanti. Lo 0-100 km/h viene coperto in 5,0 secondi, mentre la velocità massima raggiunge i 220 km/h. Numeri che, nella guida di tutti i giorni, si traducono in accelerazioni immediate e sempre pronte, una caratteristica tipica delle auto elettriche.

L’aggiornamento più recente ha interessato soprattutto la taratura delle sospensioni, pensata per migliorare il comfort. Lo schema tecnico resta invariato, con quadrilateri trasversali deformabili all’avantreno e un multilink al posteriore, ma la nuova regolazione filtra meglio le irregolarità del fondo stradale. Il risultato si percepisce soprattutto sulle strade sconnesse, anche se i cerchi da 19 pollici non sono i migliori alleati quando l’asfalto diventa particolarmente irregolare.

Tra le curve la Model Y conferma il suo carattere equilibrato. Lo sterzo è diretto e il rollio rimane contenuto, anche quando si alza il ritmo. Rispetto alla versione a trazione integrale si percepisce un avantreno leggermente più leggero nelle curve affrontate con maggiore velocità, ma la vettura resta sempre prevedibile e facile da gestire.

Sul fronte tecnologico la dotazione è molto ricca. Il sistema di assistenza alla guida sfrutta otto telecamere esterne e offre già di serie diverse funzioni di guida assistita. Tesla ha scelto di affidarsi esclusivamente alla visione tramite telecamere, senza radar: una soluzione che nella maggior parte dei casi funziona bene, ma che può mostrare qualche limite quando la visibilità è scarsa o le telecamere sono sporche.

La Tesla Model Y Long Range AWD ha un prezzo di listino in Italia a partire da circa 52.990  e include una dotazione di serie molto completa con sedili elettrici e riscaldabili, ventilazione per quelli anteriori, tetto panoramico in vetro, doppio display da 15,4 e 8 pollici, portellone ad apertura automatica e cerchi in lega da 19 pollici. Per chi desidera funzioni più evolute sono disponibili pacchetti opzionali che ampliano le capacità della guida assistita, introducendo ad esempio cambi di corsia automatici, parcheggio autonomo e funzioni di richiamo del veicolo tramite smartphone.

Dopo diversi chilometri al volante, la sensazione è chiara: la Model Y resta uno dei SUV elettrici più equilibrati del mercato, capace di combinare spazio, tecnologia e prestazioni in una formula che continua a convincere un pubblico sempre più ampio.

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