A vent'anni dalla strage di Erba, Olindo Romano torna a parlare dal carcere con dichiarazioni sorprendenti. L'uomo, condannato all'ergastolo insieme alla moglie Rosa Bazzi, mette in discussione uno degli elementi simbolo dell'inchiesta: lo scontrino della cena al McDonald's, considerato finora un punto centrale del loro presunto alibi.
Dopo otto anni dalla sua ultima intervista televisiva, Olindo Romano accoglie le telecamere nel carcere di Opera. Il colloquio si apre con un esame accurato dello scontrino della cena che, secondo lui, rivela elementi mai notati prima. "Quello scontrino non è il nostro, non so come ci sia finito lì" afferma Romano, sottolineando difformità sia sugli orari sia sulle pietanze rispetto a quanto realmente consumato lui e la moglie la sera del delitto.
Il valore probatorio dello scontrino viene dunque messo in dubbio direttamente dal condannato, che osserva: "L'espresso non torna! Io andavo al McDonald's anche per la cosa buonissima che facevano, il caffè lungo all'americana. Io prendevo solo quello al McDonald's. È la prima volta che vedo questo scontrino da vicino e l'espresso è impossibile che sia il mio. L'espresso non esiste. Mi sa che questo non è lo scontrino che gli ha dato Rosa, non è il nostro scontrino, non so come ci sia finito lì".
Lo scontrino, battuto alle 21.45 secondo le indagini, sarebbe stato sequestrato la sera della strage insieme ai panni trovati nella lavatrice e a un cerotto. Tuttavia, si evidenzia che l'oggetto non compare nel verbale di sequestro, ma solo quattro giorni più tardi in un diverso rapporto. Oltre agli orari, anche le consumazioni sono incongruenti: Olindo avrebbe mangiato un menù con panino, Rosa solo un panino, eppure nello scontrino compaiono dei gamberi e manca il panino di Rosa.
Romano si dice sconfortato dal sistema giudiziario e ribadisce la convinzione di essere vittima di un errore giudiziario. "Lì avevano bisogno di condannare qualcuno, hanno indagato solo su di noi" afferma, ricordando come la speranza di un nuovo processo sia stata respinta dalla Corte di appello di Brescia. Parlando del rapporto personale con la moglie, confida: "Tutto questo l'ho fatto per amore" e ammette di sentire ancora Rosa telefonicamente due volte a settimana.
Il servizio, in onda domani su Italia 1, promette di riaprire il dibattito sul caso, offrendo nuovi elementi sulla possibile manipolazione o errata valutazione delle prove che portarono alla condanna definitiva dei coniugi Romano.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!